IL MUSEO DELLE STATUE STELE LUNIGIANESI

Il Castello del Piagnaro

Le prime rare notizie dal X al XII secolo presentano Pontremoli come un borgo strategico fortificato, un “oppidum”, nato attorno ad un “ponte”, posto al centro delle montagne, luogo d’incontro di quattro vie “maestre”, che, formando quella direttrice viaria oggi chiamata comunemente “Via francigena”, proseguivano da qui unite in quella “Via romana” che, correndo lungo il corso del fiume Magra, attraversava la Lunigiana. Pontremoli, menzionata per la prima volta nel diario di viaggio di Sigerico, arcivescovo di Canterbury (990/994), vide presto nascere in sé se non proprio un consorzio pre-comunale almeno una coscienza civica tradotta in istanze associative istituzionalizzate, che la portarono ad essere sede di libero Comune, riconosciuto dagli imperatori Federico I Barbarossa (1167) e Federico II (1226), alleato alternativamente con Parma e Piacenza e sempre in lotta con i marchesi Malaspina, signori del resto della Lunigiana, che mai riusciranno a conquistarne il pieno governo. […].
Fu proprio questo suo ruolo strategico di nodo stradale, lungo l’asse che collegava il Nord con il Centro Italia, a far definire Pontremoli da Federico II “unica clavis et janua” (1247) […].

Mastio del Castello di Pontremoli, in Lunigiana, a nord della Toscana

Sorta sulla parte finale della dorsale che divide i bacini del fiume Magra e del torrente Verde, Pontremoli, come “terra-ponte” alla confluenza di questi due corsi d’acqua, fin dall’epoca longobarda fu probabilmente sede di fortificazione nel luogo in cui fu eretto l’attuale mastio risalente alla prima metà del XV secolo. Fu proprio sulla collina sovrastante questa lingua di terra che sorse il Castello del Piagnaro per dominare e difendere il borgo e il territorio circostante. Il toponimo Piagnaro deriverebbe dalla presenza in loco di una cava di arenaria dalla quale si estraevano sottili lastre di pietra dette piagne, utilizzate per secoli come copertura delle abitazioni.
Al 1263 risale la prima menzione sicura del Castello del Piagnaro, ricordato come Planele negli Annales Placentini Gibelini. Nel 1329 il Chronicon Parmense lo descrive come “fortilitia que dicitur Pianorium, que est ibi in capite Burgi”.
Con l’entrata di Pontremoli sotto il dominio visconteo (1341 circa), l’oppidum pontremolese venne a godere di quello status privilegiato definito “terra separata” che gli permise di continuare a reggersi secondo il suo antico ordinamento espresso negli Statuti. La funzione militare era svolta dai tre castellani delle fortezze dell’oppidum pontremolese: il castellano Planarii, quello Cazaguerrae e quello Castri novi.
Dal Trecento al 1650, anno di entrata sotto il Granducato di Toscana, in Pontremoli si succedettero molte Dominanti che incisero sul sistema militare in loco e sulla struttura e sull’aspetto del Castello stesso. […].

Con l’andare del tempo il trecentesco sistema militare imperniato sulle tre fortezze – Piagnaro, Cazzaguerra e Castelnuovo – incominciò ad essere trasformato e pian piano rimase attiva solo quella del Piagnaro con una piccola guarnigione di soldati.
A partire dalla seconda metà del XVII secolo, sotto la dominazione fiorentina, la struttura del Castello venne ammodernata per l’evoluzione delle armi da fuoco e le difese furono riorganizzate per resistere agli assalti dalle varie direzioni con la realizzazione di apparati difensivi (“baluardi” o “fortini”) identificati, come era consuetudine, con nomi di Santi: a nord il fortino “di San Giuseppe”, vicino al mastio, all’angolo sud-est quello “di San Cosimo” e, a difesa del fronte occidentale e dell’ingresso, quello “di San Giovanni Battista”. Queste trasformazioni strutturali hanno portato il Castello all’aspetto attuale mantenendo efficiente la funzione militare della fortificazione fino alla fine del XVIII secolo. Il Castello, da sede di Governatori militari, diventò poi semplice caserma di soldati fino ai primi anni del Regno d’Italia, quando fu ridotto ad abitazione di famiglie non abbienti e sede di scuola elementare.
Dal 1975 è sede del Museo delle Statue Stele Lunigianesi “Augusto Cesare Ambrosi”. (P. Lapi)

Estratto dalla “Guida all’esposizione – Museo Statue Stele Lunigianesi A.C. Ambrosi”, ed. 2022, pp.18-21.

Fotografia dall'alto del Castello del Piagnaro a Pontremoli, in Lunigiana